Messa In Mora Per Mancata Restituzione Caparra​ – Esempio E Fac Simile Lettera

La messa in mora per mancata restituzione caparra è un atto formale con cui il creditore intima al debitore di adempiere all’obbligo di restituire una somma versata a titolo di caparra, caparra confirmatoria o anticipo, la cui restituzione è dovuta per effetto della risoluzione del contratto, della mancata esecuzione della prestazione o della cessazione del rapporto contrattuale. Serve a documentare l’esistenza dell’inadempimento e a fissare un termine per adempiere, rendendo così possibile, al termine inutilmente decorso, l’esercizio dei rimedi giudiziali con l’aggiunta di interessi e spese, e costituisce spesso il presupposto per la liquidazione delle spese legali e degli interessi moratori.

Come scrivere una Messa in mora per mancata restituzione caparra​

Scrivere una messa in mora efficace per la mancata restituzione della caparra richiede attenzione sia ai contenuti che alla forma per assicurare che l’atto produrrà gli effetti desiderati e potrà essere efficacemente utilizzato in sede giudiziaria. Innanzitutto occorre individuare con chiarezza la natura della caparra, specificandone la funzione e il titolo contrattuale: se si tratta di caparra confirmatoria, caparra penitenziale, anticipo su fornitura o cauzione locatizia, tale precisazione influenza le conseguenze giuridiche che si potranno invocare in caso di inadempimento. È opportuno richiamare il contratto o l’accordo da cui origina il versamento, indicando data, parti coinvolte, oggetto dell’obbligo e, se presente, riferimento a eventuali clausole contrattuali che disciplinano la caparra. La descrizione del fatto che ha determinato la richiesta di restituzione deve essere precisa: ad esempio, la risoluzione del contratto per inadempimento della controparte, l’impossibilità di eseguire la prestazione, la restituzione dell’immobile a termine di contratto o altra causa che giustifica la restituzione della somma versata. La quantificazione dell’importo è essenziale e deve essere riportata in modo inequivocabile, con indicazione della valuta e della data del versamento originario, per consentire il calcolo degli interessi e la verifica della pretesa.

La messa in mora deve contenere la richiesta espressa di restituzione dell’importo entro un termine perentorio, che di norma è breve e proporzionato alla natura della somma e alle esigenze di tutela del creditore; termini tipici vanno dai dieci ai quindici giorni, salvo che la complessità della situazione richieda una dilazione motivata. È utile indicare le modalità di pagamento richieste, ad esempio bonifico bancario con specificazione dell’IBAN e dell’intestatario, o altro mezzo concordato, in modo da evitare contestazioni sulla prestazione offerta. La comunicazione dovrebbe altresì prevedere la riserva espressa di adire le vie legali in caso di mancato adempimento, con l’esplicito richiamo all’addebito di interessi legali maturati dal giorno in cui la restituzione sarebbe dovuta intervenire e al rimborso di tutte le spese sostenute, comprese quelle legali e di recupero credito. Questa formulazione costituisce un avviso formale che può essere valorizzato in sede contenziosa sia per la quantificazione delle spese sia per la decorrenza degli interessi.

Dal punto di vista della prova e della forma, è consigliabile inviare la messa in mora mediante strumenti che ne attestino l’avvenuta ricezione: la posta elettronica certificata (PEC) è oggi uno dei mezzi più efficaci per i rapporti tra soggetti titolari di indirizzo PEC, mentre per i privati la raccomandata con ricevuta di ritorno (raccomandata A/R) rimane un metodo tradizionale e valido. In presenza di rapporti commerciali o contratti che prevedono comunicazioni formali a determinati indirizzi, è opportuno rispettare tali previsioni e, se possibile, conservare copie cartacee e digitali della comunicazione e delle ricevute di invio e ricezione. La conservazione di documenti che attestino il versamento della caparra, come ricevute, contratto firmato, estratti conto o altra documentazione contabile, rafforza la posizione del creditore e semplifica l’eventuale azione giudizaria o stragiudiziale di recupero.

È importante che la messa in mora non contenga affermazioni ingiustificate o minacce generiche, ma si limiti a esporre i fatti, la richiesta e la riserva di agire in giudizio: qualsiasi esagerazione o elemento intimidatorio privo di fondamento potrebbe essere controproducente. Allo stesso modo, il tono deve rimanere formale e professionale, preservando la possibilità di una risoluzione stragiudiziale della controversia tramite accordo o mediazione. Quando si prevede la possibilità di trattenere la caparra come risarcimento, nel caso di caparra confirmatoria, è opportuno esplicitare la base normativa e i calcoli che giustificano tale comportamento, indicando che salvo diversa determinazione giudiziale si intende procedere alla compensazione per eventuali danni effettivamente verificati e documentati.

In alcuni casi specifici, la normativa imperativa o le clausole contrattuali possono prevedere modalità particolari per la restituzione o per l’eventuale escussione della garanzia: ad esempio nei contratti di locazione la caparra cauzionale può essere oggetto di deduzioni per danni, previa documentazione, e il locatore ha l’onere di dimostrare i danni addebitati. Anche nel settore delle compravendite immobiliari la natura della caparra confirmatoria richiede un’attenta valutazione delle conseguenze della risoluzione o dell’adempimento. Per questo motivo, ove la controversia presenti profili di complessità giuridica o economica, è consigliabile acquisire il parere di un professionista legale prima di inviare la messa in mora, in modo da calibrare la richiesta e le eventuali intimazioni in termini adeguati alla strategia processuale.

In caso di mancato pagamento entro il termine indicato, il creditore potrà agire per il recupero coattivo del credito, proponendo azioni giudiziarie idonee, quali il procedimento monitorio o l’azione ordinaria di cognizione, a seconda della natura del credito e della documentazione disponibile. La messa in mora tempestivamente notificata e conservata costituisce un elemento probatorio rilevante ai fini della quantificazione degli interessi e delle spese e può facilitare la richiesta di misure cautelari, se sussistono i presupposti. Infine, la predisposizione di un testo chiaro, completo e documentato favorisce le possibilità di un esito favorevole, sia mediante rientro spontaneo del debitore sia tramite definizione bonaria della controversia, evitando costi e tempi di un contenzioso.

Esempio lettera di Messa in mora per mancata restituzione caparra​

Modello 1 — Messa in mora (generico)

Oggetto: Messa in mora per mancata restituzione della caparra

Con la presente si intima la restituzione della somma versata a titolo di caparra pari a € _____________, ricevuta in data _____________ a seguito di _____________ (descrizione dell’accordo/servizio/contratto), e che avrebbe dovuto essere restituita entro il termine di _____________.

Non avendo ricevuto la predetta somma, La invito formalmente a provvedere alla restituzione dell’importo di € _____________ entro e non oltre il termine di giorni 10 (dieci) decorrenti dal ricevimento della presente, mediante bonifico sul conto corrente intestato a _____________ IBAN _____________ oppure altro mezzo concordato _____________.

Si fa riserva sin d’ora di agire giudizialmente per il recupero del credito, con addebito di interessi legali maturati dal _____________ e di ogni conseguente onere, comprese le spese legali e accessorie.

Distinti saluti.

Data: _____________

Firma: _____________

Modello 2 — Messa in mora per contratto di locazione abitativa

Oggetto: Messa in mora per mancata restituzione della caparra cauzionale

In riferimento al contratto di locazione sottoscritto in data _____________ relativo all’immobile sito in _____________, si richiama la Sua obbligazione di restituire la caparra cauzionale versata pari a € _____________ al termine del rapporto locatizio in data _____________.

Nonostante la scadenza e le eventuali verifiche concordate, ad oggi la somma non è stata riconsegnata. La invito pertanto a provvedere alla restituzione dell’importo di € _____________ entro il termine di giorni 10 (dieci) dal ricevimento della presente, con addebito di interessi legali dal giorno della scadenza e riserva di rivalersi per eventuali danni specificati e documentati.

Nel caso in cui la somma non venga restituita entro il termine sopra indicato, si procederà senza ulteriore avviso al recupero mediante le vie legali, con aggravio di tutte le spese a Suo carico.

Data: _____________

Firma: _____________

Modello 3 — Messa in mora per compravendita immobiliare

Oggetto: Messa in mora per mancata restituzione caparra confirmatoria

Con riferimento al contratto preliminare/compromesso in data _____________ relativo alla vendita dell’immobile sito in _____________, si comunica che la caparra confirmatoria pari a € _____________, versata in data _____________, non è stata restituita nonostante la risoluzione/adempimento _____________ (barrare o specificare).

Alla luce di quanto sopra, La diffido formalmente a restituire la somma di € _____________ entro il termine perentorio di giorni 15 (quindici) dal ricevimento della presente, unitamente agli interessi legali maturati e alle eventuali spese sostenute, pena il ricorso alle opportune azioni giudiziarie per la tutela dei miei diritti, ivi compresa la richiesta di risarcimento del danno ai sensi degli artt. 1218 e 1223 c.c.

Data: _____________

Firma: _____________

Modello 4 — Messa in mora per caparra su contratto di fornitura/servizi

Oggetto: Messa in mora per mancata restituzione della caparra/anticipo

Facendo seguito all’accordo/ordine n. _____________ del _____________ relativo alla fornitura di _____________, con il presente atto si richiede la restituzione dell’anticipo/caparra pari a € _____________ versata in data _____________, non ancora restituita o rendicontata nonostante la conclusione/non esecuzione del servizio.

Si diffida a provvedere al rimborso dell’importo di € _____________ entro il termine di giorni 10 (dieci) dal ricevimento della presente, a mezzo bonifico sul conto IBAN _____________ intestato a _____________. Alla scadenza del termine indicato saranno richiesti, tramite procedimento giudiziale o stragiudiziale, gli interessi, le spese e ogni ulteriore conseguente danno.

Data: _____________

Firma: _____________

Modello 5 — Messa in mora per caparra in ambito commerciale/affitto di locale

Oggetto: Messa in mora per mancata restituzione della caparra/garanzia

Con riferimento al contratto di locazione commerciale/contratto di concessione relativo al locale sito in _____________, si richiede la restituzione della somma a titolo di caparra/garanzia pari a € _____________, versata in data _____________, la cui riconsegna era prevista entro il termine di _____________ alla cessazione del rapporto.

Non avendo ricevuto il rimborso, con la presente si diffida a restituire l’importo di € _____________ entro e non oltre giorni 10 (dieci) dal ricevimento della presente, con addebito di interessi legali e riserva di richiedere il risarcimento del danno per eventuali ulteriori perdite subite. Il mancato adempimento comporterà l’attivazione delle procedure giudiziarie opportune per la tutela dei diritti e la liquidazione delle spese legali.

Data: _____________

Firma: _____________

Fac simile lettera di Messa in mora per mancata restituzione caparra​ Word

Di seguito è disponibile il fac simile in formato Word della messa in mora per mancata restituzione caparra, pronto per essere personalizzato con i dati del caso: inserire dati identificativi delle parti, importo, termini e modalità di pagamento, e allegare la documentazione comprovante il versamento e il rapporto contrattuale.

Marcello Massa

Marcello Massa, un nome ormai sinonimo di eccellenza nel campo della comunicazione scritta, è un autore e consulente esperto riconosciuto per le sue guide innovative su come scrivere lettere e mail efficaci.